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BIOGRAFIA

“Non penso al lato pittorico delle cose, non mi interessa la pittura come attività manuale quanto le correlazioni all’interno delle quali si può creare un quadro”.


STIF è il nome con cui firma i suoi quadri, ha doppia nazionalità, italiana e croata. Vive e lavora a Milano, dove ha frequentato i corsi di tecniche pittoriche della Scuola Superiore D’Arte Applicata del Castello Sforzesco. Dopo la laurea in Informatica, una carriera come manager e consulente aziendale, si è dedicata alle sue principali passioni: la pittura e l’elaborazione digitale dell’immagine. Lavora prima con software e pixel e poi con pennelli e pastelli e trova nella cultura della pop art la maggiore ispirazione della sua attività. Le tappezzerie, di produzione inglese ed americana, su cui si inseriscono le Synoptikons di STIF offrono possibilità quasi infinite di disegni, di colori e di superfici, dai più discreti ai più chiassosi. La tappezzeria è uno strumento per vestire lo spazio, configurando ambienti lussuosi o popolari, freddi e minimalisti o partecipi delle emozioni dello spirito. Grattando la tappezzeria di molte abitazioni si possono trovare sotto la sua superficie vecchi strati di tappezzerie lì da chissà quanto tempo…. Le sue synoptikons sono come gli strati delle tappezzerie: nuove identità si incollano su quelle vecchie.



Shanghai 2006
STATEMENT

Parole chiave: Synopticon, società liquido-moderna, eroi, celebrità.

Tratto dal capitolo 2 “Da martire a eroe, da eroe a celebrità” di “Vita Liquida” - Zygmunt Bauman.


Oggi non sono più i pochi a guardare i molti, bensì i molti a guardare i pochi (Synopticon). I molti guardano volentieri e cercano, in modelli messi sotto i riflettori, “un enunciatore collettivo credibile”. Nella nostra società dei consumi liquido-moderna non c’è più spazio per martiri ed eroi. Con l’avanzata del consumismo, martiri ed eroi battono in ritirata! Le celebrità prendono il posto degli eroi. Diversamente dai martiri o dagli eroi, la cui fama deriva dalle loro gesta, le ragioni che hanno portato alla ribalta le celebrità non sono le cause principali della loro notorietà. Il fattore decisivo di questa ultima è la visibilità, l’onnipresenza della loro immagine e la frequenza con cui il loro nome viene menzionato nelle trasmissioni televisive, nelle riviste e nelle successive conversazioni private. Le celebrità sono sulla bocca di tutti: sono il personaggio che non manca mai in nessuna famiglia. Si sentono di casa nella società liquido-moderna perché sono una sorta di collante che raccoglie attorno a sé comunità immaginarie. A differenza della fama degli eroi, la notorietà delle celebrità è episodica: ognuna di esse balza fuori dal nulla per ripiombarvi poco dopo. Per quanto possa essere diffuso il culto di una celebrità, rumoroso l’entusiasmo dei suoi fan la congrega dei devoti può dissolversi e disperdersi in qualsiasi momento, lasciando libero ognuno di loro di unirsi al culto di una nuova celebrità di suo gradimento. Per quanto competitive possano essere le celebrità, esse non sono realmente rivali tra loro, non esiste un monopolio delle celebrità. Il culto nei confronti di una non esclude, e tanto meno vieta, di unirsi al seguito di un’altra. Qualsiasi combinazione è permessa, anzi incoraggiata: ciascuna di esse, e soprattutto la loro sovrabbondanza complessiva, va ad accrescere l’attrattiva del culto in quanto tale.